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Kepler scopre il piu’ piccolo esopianeta conosciuto.

11 gennaio 2011

Kepler, l’osservatorio spaziale della NASA – cosi’ battezzato in onore dell’astronomo Johannes Kepler – il cui compito e’ quello di osservare l’universo alla ricerca di pianeti, ha scoperto il piu’ piccolo pianeta finora conosciuto al di fuori del nostro Sistema Solare.

Questa scoperta arriva dopo un periodo di osservazione continua di un’area di cielo da parte di Kepler e da una successiva fase di raccolta dati dalla superficie terrestre. L’osservatorio orbitale tiene d’occhio continuamente un’area del cielo ben definita per individuare possibili variazioni di intensita’ luminosa da queste stelle, cosa che potrebbe indicare il passaggio di un pianeta di fronte alla stella stessa. Naturalmente potrebbe trattarsi anche di altro, quindi prima che un’osservazione venga classificata candidato-pianeta, devono avvenire altre identiche variazioni di intensita’, tutte con la stessa frequenza. Dopo l’individuazione di un candidato pianeta comincia la fase di raccolta dati da Terra, in questo caso usando l’osservatorio Keck alle Hawai’i, che, oltre a confermare la presenza di un pianeta, deve anche cercare di raccogliere piu’ informazioni possibile su di esso.

L’annuncio della scoperta di questo pianeta sul giornale scientifico Astrophysical Journal da parte di Natalie Batalha e dei suoi collaboratori dell’Ames Research Center della NASA, giunge dopo 10 mesi di raccolta ed analisi dei dati. Durante questo periodo, utilizzando diverse tecniche di misura i ricercatori hanno ottenuto per la prima volta prove solide di un pianeta roccioso, di dimensioni simili a quelle terrestri, al di fuori del Sistema Solare. oltre a molti dati sul pianeta stesso.

Il pianeta, battezzato Kepler-10b in quanto unico corpo di cui siamo a conoscenza orbitante attorno alla stella Kepler-10, ha un raggio circa il 40% maggiore di quello terrestre (cosa che puo’ essere stimata dalla variazione dell’intensita’ luminosa quando il pianeta si frappone tra noi e la sua stella) e una massa 4,6 volte maggiore (questo dato puo’ essere ricavato dal piccolo spostamento che provoca nella sua stella ruotandole attorno) di quella della Terra. Da questi due dati si possono ricavare la sua densita’ media, 8,8 g/cm^3 (quella terrestre e’ 5,5, cioe’ circa 1,6 volte inferiore) e la sua accelerazione gravitazionale sulla superficie, circa 2,3 volte superiore a quella terrestre.

Dalla frequenza con cui si frappone tra noi e la sua stella, e’ possibile anche ricavare il suo periodo di rivoluzione, ovvero in quanto tempo “gira” attorno al suo sole. Un anno su Kepler-10b dura solo 0,84 giorni terrestri, ovvero circa 20 ore e 10 minuti. Questo significa che si trova molto vicino alla sua stella, per la precisione piu’ di 20 volte piu’ vicino di quanto sia Mercurio al Sole o meno del 2% della distanza media tra noi e il Sole e questo, a sua volta, vuol dire che la superficie del pianeta e’ calda, molto, troppo calda, circa 1800°C per la precisione, il che’ indica assenza di qualunque atmosfera e qualunque possibilita’ di vita.

Siccome tutti questi dati sono ricavati indirettamente da misure sulla stella Kepler-10, la loro attendibilita’ dipende dalla nostra conoscenza delle caratteristiche di questo astro. Fortunatamente i dati in nostro possesso su questa stella sono molti ed attendibili, in quanto essa era stata individuata come la migliore candidata ad ospitare uno o piu’ pianeti nel suo campo gravitazionale e quindi studiata a fondo. Lo studio delle sue caratteristiche si e’ servito di “stellamoti”, ovvero equivalenti stellari dei terremoti, nello stesso modo in cui sulla Terra i geologi usano le vibrazioni geologiche per studiare la conformazione del nostro pianeta.

Ulteriori articoli, in inglese, su questa scoperta possono essere trovati qui, qui e qui, mentre Gravita’ zero ne parla qui.

Kepler-10b e’, ovviamente, troppo lontano anche solo per essere visto come un puntino anche dal piu’ potente telescopio terrestre, ma dalle informazioni ricavate, la NASA ha prodotto un filmato che mostra una rappresentazione artistica di come potrebbe apparire.

Aggiornamento: Paolo Attivissimo sul suo blog ha messo la traduzione del commento al video

La missione dell’osservatorio Kepler e’ cominciata poco piu’ di un anno e mezzo fa e, siccome per confermare la possibile presenza di un candidato pianeta e’ necessario osservare molti suoi passaggi di fronte alla sua stella ed in seguito questi candidati devono essere confermati da lunghe osservazioni terrestri, fin’ora i pianeti scoperti sono quelli con un periodo di rivoluzione, un loro “anno”, molto breve e quindi una distanza dalla loro stella molto minore di quella tra Terra e Sole e al di fuori della cosiddetta “zona abitabile”.

Per il prossimo febbraio, e’ previsto l’arrivo di un nuovo “pacchetto” di circa 400 candidati pianeti tenuti sotto controllo da Kepler.

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